Il boom delle biopiscine

biopiscina

Tutti vogliono ridurre il proprio impatto sul pianeta Terra, abitando in case in legno mangiando meno carne o spostandosi con la bicicletta invece che in auto. Una tendenza che non poteva non manifestarsi anche nell’ambito del nuoto, o, meglio, delle piscine d’acqua dolce. Superato il concetto tradizionale di vasca di cemento e depurazione chimica, ecco allora che le piante prendono il posto del cloro e del ph, i pesci sostituiscono i trattamenti anti-zanzare, la ghiaia filtra meglio dell’aspirafango… in una parola: nascono le biopiscine!

terraL’idea è molto semplice e, come spesso accade in ambito di sostenibilità ambientale, prende a esempio i tempi e le regole della Natura. Nel dettaglio, l’area balneabile viene suddivisa in due zone: una per nuotare e l’altra per filtrare l’acqua. La differenza con le piscine a cui siamo abituati è tutta in quest’ultima parte, non tanto per i dispositivi impiegati (i tradizionali skimmer, la classica pompa per il ricircolo ecc…) quanto piuttosto per gli elementi filtranti, ovvero piante e aggregati – di solito pietra vulcanica, ghiaia o sabbia.

Le piante, in particolar modo, svolgono un ruolo attivo in quel processo che prende il nome di fitodepurazione, cioè “depurazione attraverso le piante”. Grazie a loro, infatti, la piscina diventa l’habitat ideale di una flora batterica in grado di ossigenare l’acqua e di eliminare i nutrienti delle alghe, così da garantire all’insieme un perfetto equilibrio biologico.

Per quanto riguarda l’impermeabilità della vasca, la tecnica più diffusa consiste nel rivestire il rettangolo scavato nel terreno con uno strato di argilla o con vari materiali di spessore idoneo, quali il PVC, l’HDPE e l’EPDM. Ghiaia e pietrisco di altro tipo andranno invece a costituire un ulteriore filtro per il materiale in sospensione, nonché un letto adatto alla crescita delle piante.

Discorso a parte meritano i pesci: molte delle biopiscine costruite finora ospitano anche questi animali, sia grandi – i lucci – sia piccoli – le gambusie. I primi possono sbarazzarsi facilmente di presenze indesiderate come rospi, ratti, insetti o altro. I secondi sono i peggiori nemici delle larve di zanzara, e, insieme ai pipistrelli, possono condurre una lotta biologica molto efficacie.

Senza dubbio è un modo originale di farsi una nuotata… ma la stessa cosa, in relazione al movimento, fu detta a suo tempo della prima bicicletta, o, per quanto riguarda l’intrattenimento, del cinema dopo la proiezione del corto l’Arroseur arrosé (1895). Discussioni a parte, c’è chi di sembrare folle o bizzarro se ne infischia, se è vero che le biopiscine censite in Europa nel 2010 erano ben 20.000. E l’affare – in continua crescita – non tocca soltanto paesi da sempre ambientalisti come Germania o Austria, ma anche nazioni come l’Italia, dove molte aziende si sono specializzate nella costruzione di questo tipo di piscine.

Largo allora a esperimenti in chiave bio di qualsiasi genere, e chissà, magari un giorno i parchi acquatici avranno l’aspetto di enormi giungle, dove la gente nuoterà in compagnia di carpe e tinche senza sentirsi neanche per un momento fuori posto.

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