Riprodurre le piante perenni per innesto

piante perenni

Prima di iniziare, avremo bisogno dell’utensileria adeguata oltre che ad un rasaerba, io uso questo e mi ci trovo bene: https://tagliaerbaelettrico.it/vigor-v-1033/. Anche se l’innesto è più comunemente praticato con gli alberi e gli arbusti, alcune cultivar di Gypsophila paniculata e (per esempio, `Flamingo’ e Bristol Fairy’), vengono propagate per innesto. Ciò dipende dal fatto che non radicano facilmente da talea, e quindi l’innesto diventa il sistema migliore per moltiplicarle. L’innesto permette di produrre piante molto vigorose.

Preparazione della pianta marza In autunno, occorre dissotterrare le cultivar che devono essere propagate e quindi rinvasarle e metterle in una serra fresca. Queste condizioni stimolano nella pianta una produzione precoce di germogli, che saranno pronti tra metà e fine inverno, il momento giusto per l’innesto.

Preparazione del portainnesto

portainnestoCome portainnesto, utilizzare plantule di Gypsophila paniculata di uno o due anni di età. Queste vanno prese e preparate tra la metà e la fine dell’inverno. Scegliere radici spesse come una matita sottile e lunghe circa 7-10 cm. Fare un taglio diritto all’estremità prossimale e un taglio obliquo all’estremità distale. Le piccole radici laterali devono essere staccate dal portainnesto, come anche tutte le radichette fibrose. Dopo aver ripulito la sezione di radice, fare un piccolo taglio verticale profondo circa l cm all’apice del portainnesto (estremità prossimale). Le radici così preparate devono quindi essere messe in una busta di plastica, che va chiusa per mantenerle umide mentre si stanno preparando le marze. È importante che le parti tagliate non si secchino, perché altrimenti l’innesto potrebbe non attecchire.

Preparazione e scelta delle marze Per le marze bisogna scegliere germogli giovani e forti lunghi circa 3-7 cm e staccarli dalla pianta. L’estremità inferiore dei germogli deve essere tagliata a forma di cuneo.

 

Unione tra marza e portainnesto

I portainnesti vanno invasati in vasi singoli con terriccio per talee; poi bisogna inserire la marza accorciandola ulteriormente, se necessario, dato che deve rientrare completamente nel taglio praticato sul portainnesto. La parte innestata va quindi legata in modo ben saldo con un elastico o con un filo di rafia, perché ci sia il massimo contatto tra le due parti unite.
In alternativa le piante possono anche essere invasate dopo l’innesto. In entrambi i casi, annaffiare bene e lasciar drenare completamente. Mettere le piante innestate in un propagatore, preferibilmente con calore di fondo, oppure ricoprirle con buste di plastica sorrette da canne o fili di ferro, facendo sempre attenzione che la plastica non tocchi le foglie; la condensa potrebbe infatti far marcire la pianta. Fissare la busta al vaso con un elastico.

Cure successive

Gli innesti vanno controllati regolarmente. Inoltre, la pianta deve sempre restare priva di erbacce. Usate spesso un rasaerba per tenere pulito intorno alla pianta in cui avete svolto l’innesto, almeno per il primo anno. Se la terra dovesse essere troppo asciutta, bisognerà annaffiare i vasi mettendoli in una bacinella piena d’acqua; in alternativa, si potrà togliere la busta di plastica, annaffiare dall’alto e poi rimetterla di nuovo.
L’innesto sviluppa radici piuttosto in fretta, in circa 4-6 settimane. Poi bisogna togliere le piante dal propagatore (o rimuovere le coperture di plastica) e metterle in un luogo al fresco, dove non siano esposte al gelo, fino a che non spunteranno i nuovi germogli. La loro comparsa indica che l’unione è completa e la zona di giunzione ben salda, per cui si potrà togliere l’elastico.

Quando le piante si saranno ben accliMatate, bisognerà rinvasarle in nuovo terriccio da vaso e farle crescere in una serra fresca o in un cassone vetrato. All’inizio dell’estate, si potranno spostare all’aria aperta piantandole in un semenzaio o mettendole a dimora definitiva.

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